Il vicesindaco Carlo Maderna: «La Comunità Energetica Rinnovabile è un’occasione per la cittadinanza, come Comune promuoverla era un dovere»
INZAGO – L’impianto “zero” alla Fondazione Marchesi, Fondazione e Comune come primi soci, l’apporto di Cogeser, che ha messo a disposizione competenze tecniche e capacità gestionali: è nata la Comunità Energetica Inzago (CER), energia da fonti rinnovabili a chilometro zero, cittadini e aziende protagonisti del cambiamento: “una grande opportunità per la comunità”. Il percorso preparatorio è durato oltre un anno, l’approvazione in consiglio comunale di atto costitutivo, statuto e bozza di regolamento sono stati il primo passo. Il secondo è una massiccia campagna di informazione sulle modalità di adesione, su portali dedicati, in incontri pubblici e al Cogeser Point, fresco di apertura in piazza Maggiore.
Vale forse ricordare cosa sia una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), definita come “associazione tra cittadini, imprese, enti pubblici o soggetti diversi al fine di produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili a livello locale”. Molteplici obiettivi: promuovere l’autosufficienza energetica territoriale, ridurre le emissioni inquinanti, contenere le dispersioni energetiche grazie alla produzione di prossimità e generare in prospettiva vantaggi economici. Ma è il vantaggio sociale a costituire il fondamentale valore aggiunto: la comunità energetica ha fra gli scopi il contrasto alla “povertà energetica” e il rilancio del senso di comunità.
La struttura della CER include soci produttori, soci consumatori e l’inedita figura del produttore-consumatore detto prosumer. In affiancamento, un ente o realtà di coordinamento e supervisione burocratico amministrativa e di contatto con il Gestore dei servizi energetici (Gse). L’impianto “pilota” di Inzago, realizzato sul tetto della Fondazione Marchesi, dovrebbe entrare in esercizio nel giugno 2026. La “configurazione” della nuova CER abbraccia su carta un bacino, collegato alla cabina primaria inzaghese, di 14 comuni a cavallo fra Milanese e Bassa Bergamasca. Il progetto avrà evoluzione graduale, il primo obiettivo ora è l’individuazione di produttori.
Infine, e non ultimi, gli incentivi, regolati dalla normativa: contributi per l’energia elettrica condivisa o autoconsumata, sempre sull’energia condivisa un incentivo economico riconosciuto per 20 anni (tariffa premio), contributo statale. I benefici tariffari saranno ripartiti fra spese di gestione, progetti con finalità ambientali e sociali, produttori e consumatori. “La CER è un’occasione per la cittadinanza, come Comune promuoverla era un dovere – così, al momento del varo, il vicesindaco Carlo Maderna -. Ringrazio Cogeser, che ci ha affiancato lungo l’intero cammino”.